Situata a otto chilometri dal centro di Padova, Noventa rappresenta una vera e propria cintura tra la vicina città e la Riviera del Brenta. Posizione geografica, comunanza di vicende storiche e, soprattutto, la presenza di un gruppo di ville venete di grande rilievo rendono, infatti, Noventa l'ultimo paese della Riviera, posto a chiusura dell'itinerario suggestivo che dalla Laguna di Venezia giunge a Padova. La presenza di ville nel territorio ne ha notevolmente condizionato lo sviluppo urbanistico.
Il toponimo Noventa, presente nelle testimonianze medievali padovane a partire dal 918, sembra richiamare il termine latino Nova o Novale, ovvero terra di recente messa a coltura, proprio per via delle bonifiche effettuate in quell’epoca nelle zone paludose del Brenta.
In origine Noventa era un villaggio rurale soggetto alla vicina Padova e la sua fondazione, probabilmente, risale al periodo in cui queste terre erano abitate dagli Eneti. Dai documenti è accertato che, fino al 1400, il territorio era compreso fra i beni dei canonici della cattedrale di Padova.
Nei secoli XI e XII Noventa fu un porto fluviale di particolare importanza nei collegamenti con Venezia, soprattutto dopo l'escavazione del Canale Piovego, compiuta dal libero comune di Padova tra il 1209 e il 1210, e la costruzione del ponte sul canale. Si trattava di ponte a singola arcata, secondo l'uso medievale, e si trovava al termine di un piccolo bacino a bottiglia in cui stavano infisse le bricole, pali di legno riuniti a due o a tre, tipici della Laguna veneta. Nel 1919 fu eretto l'attuale ponte con le chiuse, e il vecchio cadde in disuso finché fu demolito: resti dei gradini di accesso si possono scorgere lungo l'argine sinistro.
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mercoledì 16 marzo 2011
lunedì 15 novembre 2010
Al Bed and Breakfast le Risaie a Sant'Ambrogio di Trebaseleghe
I giornalisti e i comunicatori che partecipano al 3° Festival Europeo del Gusto, possono soggiornare a S.Ambrogio di Trebaseleghe, nell'Alta Padovana), presso il B e B Le Risaie, della famiglia Cazzaro.
Sorge,infatti, tra le tranquille campagne venete la piccola barchessa rurale recentemente ristrutturata che ad inizio secolo era adibita al deposito di cereali e foraggi e più anticamente allo stoccaggio del riso.
Soggiorno ideale per chi ama la tranquillità e le lunghe passeggiate attraverso i campi coltivati che circondano il podere respirando il profumo dell'erba appena tagliata.
E' bello farsi trasportare da una natura ancora incontaminata seguendo gli argini del fiume Dese, lungo il quale si incontrano antichi mulini ad acqua ormai in disuso e forse ultimi testimoni di quell'economia rurale di inizio secolo che ha gettato le basi dell'attuale Veneto.
Uno splendido giardino fa da cornice al casale, dove i più piccini possono correre e giocare sotto le discrete attenzioni di chi preferisce rilassarsi all'ombra di una grande magnolia o, per gli amanti della tintarella, sotto i caldi raggi del sole d'estate...
Via Ramo S.Ambrigio 57 S.Ambrogio di Trebaseleghe (Padova)
Tel. (+39) 049 9378217
Cell. (+39) 329 7324584
E-mail: info@lerisaie.it
http://www.lerisaie.it/
Sorge,infatti, tra le tranquille campagne venete la piccola barchessa rurale recentemente ristrutturata che ad inizio secolo era adibita al deposito di cereali e foraggi e più anticamente allo stoccaggio del riso.
Soggiorno ideale per chi ama la tranquillità e le lunghe passeggiate attraverso i campi coltivati che circondano il podere respirando il profumo dell'erba appena tagliata.
E' bello farsi trasportare da una natura ancora incontaminata seguendo gli argini del fiume Dese, lungo il quale si incontrano antichi mulini ad acqua ormai in disuso e forse ultimi testimoni di quell'economia rurale di inizio secolo che ha gettato le basi dell'attuale Veneto.
Uno splendido giardino fa da cornice al casale, dove i più piccini possono correre e giocare sotto le discrete attenzioni di chi preferisce rilassarsi all'ombra di una grande magnolia o, per gli amanti della tintarella, sotto i caldi raggi del sole d'estate...
Via Ramo S.Ambrigio 57 S.Ambrogio di Trebaseleghe (Padova)
Tel. (+39) 049 9378217
Cell. (+39) 329 7324584
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venerdì 14 maggio 2010
Dainese, una funzione economica e sociale
Abbiamo conosciuto la Dainese Rottami di Piove di Sacco, e queste ci ha dato uno spunto di riflessione..
I rottami metallici che si trovano in circolazione derivano o da scarti di lavorazioni industriali o da prodotti andati in disuso. Essi sono spesso accompagnati da altri materiali (plastica, gomme, legno, vetro ecc) e molte volte si presentano sporchi (di grassi, oli, polveri, vernici ecc.) e brutti a vedersi;. A livello europeo si è attribuito ai rottami metallici la qualifica di “RIFIUTI VERDI”; la denominazione scelta, scaturisce dalla semplice esigenza di far rientrare i rottami metallici tra quei materiali il cui trasporto, stoccaggio e lavorazione va effettuato con accortezza e seguendo precise modalità operative al fine di evitare che lo sporco che accompagna i rottami possa diffondersi nell’Ambiente circostante. L’utilizzo del termine rifiuto, purtroppo, è invece risultato infelice perché ha generato molta confusione con il concetto classico di rifiuto. Per rifiuto si intende “ciò che viene gettato o eliminato perché non utilizzabile” (vocabolario de agostani) non esistendo, quindi, un processo di recupero economicamente conveniente che ne possa garantire il riciclo.
Il riciclo è nel DNA degli operatori, che ogni anno raccolgono circa 16 milioni di tonnellate di rottame ferroso gli stessi operatori "hanno un importante ruolo economico, ma anche sociale; un ruolo che non deve essere minacciato dalla volatilità dei mercati".
Ora, ricordo che il miracolo del Nordest è nato anche da questo mestiere. Quand’ero piccolo, giravano personaggi stravaganti su degli Ape scassati, a cadenza regolare, i quali portavano il materiale in un’unica direzione, la fonderia Zoppas, che negli anni 60 e 70 era considerata una delle migliori in Europa, la quale poi riforniva gli stabilimenti Zanussi. Di tutto ciò resta solo un soprannome agli abitanti del comune di San Fior, ma pensandoci bene non deve essere un’offesa, ma bensì un onore.
DAINESE ROTTAMI SRL
Via Chiusa, 78/80
Sant'Angelo di Piove di Sacco (Pd)
http://www.daineserottami.it/
I rottami metallici che si trovano in circolazione derivano o da scarti di lavorazioni industriali o da prodotti andati in disuso. Essi sono spesso accompagnati da altri materiali (plastica, gomme, legno, vetro ecc) e molte volte si presentano sporchi (di grassi, oli, polveri, vernici ecc.) e brutti a vedersi;. A livello europeo si è attribuito ai rottami metallici la qualifica di “RIFIUTI VERDI”; la denominazione scelta, scaturisce dalla semplice esigenza di far rientrare i rottami metallici tra quei materiali il cui trasporto, stoccaggio e lavorazione va effettuato con accortezza e seguendo precise modalità operative al fine di evitare che lo sporco che accompagna i rottami possa diffondersi nell’Ambiente circostante. L’utilizzo del termine rifiuto, purtroppo, è invece risultato infelice perché ha generato molta confusione con il concetto classico di rifiuto. Per rifiuto si intende “ciò che viene gettato o eliminato perché non utilizzabile” (vocabolario de agostani) non esistendo, quindi, un processo di recupero economicamente conveniente che ne possa garantire il riciclo.
Il riciclo è nel DNA degli operatori, che ogni anno raccolgono circa 16 milioni di tonnellate di rottame ferroso gli stessi operatori "hanno un importante ruolo economico, ma anche sociale; un ruolo che non deve essere minacciato dalla volatilità dei mercati".
Ora, ricordo che il miracolo del Nordest è nato anche da questo mestiere. Quand’ero piccolo, giravano personaggi stravaganti su degli Ape scassati, a cadenza regolare, i quali portavano il materiale in un’unica direzione, la fonderia Zoppas, che negli anni 60 e 70 era considerata una delle migliori in Europa, la quale poi riforniva gli stabilimenti Zanussi. Di tutto ciò resta solo un soprannome agli abitanti del comune di San Fior, ma pensandoci bene non deve essere un’offesa, ma bensì un onore.
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Via Chiusa, 78/80
Sant'Angelo di Piove di Sacco (Pd)
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