Abbiamo conosciuto Mario Fantuzzi e la sua gentile signora ad una serata al Ristoro San Simon,anzi l’avevo proprio a fianco.
Ci ha raccontato dei suoi esperimenti, come la sottocosta arrotolata, che gli sono costati quasi un anno di lavoro e la coppa. Si vede che ama il suo lavoro, e la scelta della qualità nei prodotti sicuramente gli ha garantito la sopravvivenza dell’azienda. E che sopravvivenza: il salumificio nasce nel 1954 sotto la guida di Gino Fantuzzi, il padre. Oggi l’azienda ricorda le origini del suo fondatore avvalendosi delle sue ricette emiliane unite alle tradizioni locali e producendo così salumi di ottima qualità. Da poco rinnovato ed ampliato il salumificio dispone di attrezzature e tecnologie all’avanguardia che permettono di garantire la genuinità dei prodotti e un costante controllo sulla qualità, avendo messo a punto un rigoroso piano di HACCP. Grazie alla qualità che li contraddistingue, sono in grado di soddisfare anche il Cliente più esigente.
Non soddisfatti dei risultati raggiunti, hanno deciso di diversificare rivolgendosi alla trota: non una trota qualsiasi, ma una trota verace fresca nata ed allevata in Friuli Venezia Giulia.
Abbiamo assaggiato dunque il filetto di trota salmonata: l’affumicatura non è pervasiva, ma si sente leggermente di sottofondo, come una musica d’accompagnamento. La trota è bella soda e compatta, e questo denota la qualità del prodotto. Un bel passo avanti, considerato anche i tipi di produzione: trota cotta al naturale, l’affumicata,, cotta e affumicata,, cotta agli agrumi, alle erbette, gratinata, al profumo di aglio, piccante, e così via. Ottimo lavoro.
SALUMIFICIO GINO FANTUZZI
Viale San Giovanni del Tempio, 127
33077 SACILE (PN) - ITALY
Tel. 0039(0)434780083 r.a. - 781397 - 781568
Telefax 0039(0)434780857
E-mail: fantuzzi@modi.it
www.salumificiofantuzzi.it/
martedì 29 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -3-
Le Venezie Sconosciute
9 marzo 2011
Particolarmente fruttuoso è stato l’incontro con il Gruppo Banca Carige, che ha sostenuto la manifestazione.
Banca Carige, che conta più di 46 filiali nel Veneto e affiancata anche da una rete assicurativa, è stata presente al convegno con tre cariche di grande rilievo: il Communication Specialist direttamente dalla sede centrale della banca in Liguria, Diego De Matia; il Direttore Capozona della filiale di banca Carige, Lino Cagnin; e il responsabile dell’Agenzia Carige Assicurazioni di Dolo, Andrea Favaro. Queste personalità hanno presentato la realtà dell’istituto finanziario che rappresentano, indicando quali fossero le potenzialità e le debolezze di una zona come quella della Riviera del Brenta. I comunicatori e i giornalisti hanno posto loro alcune domande in merito alla realtà locale in un momento in cui la crisi angoscia moltissime piccole e medie imprese che, come si sa, sono una realtà radicata nel tessuto industriale del nord-est. Banca Carige ha sentito, senza dubbio, gli effetti dello stallo ma ha permesso a moltissime imprese di uscirne in modo virtuoso. La crisi ha fatto ridurre la fiducia e quindi la propensione agli investimenti; la banca si sente di dover essere ancora più vicina al costrutto sociale, famiglie ma soprattutto imprese.
9 marzo 2011
Particolarmente fruttuoso è stato l’incontro con il Gruppo Banca Carige, che ha sostenuto la manifestazione.
Banca Carige, che conta più di 46 filiali nel Veneto e affiancata anche da una rete assicurativa, è stata presente al convegno con tre cariche di grande rilievo: il Communication Specialist direttamente dalla sede centrale della banca in Liguria, Diego De Matia; il Direttore Capozona della filiale di banca Carige, Lino Cagnin; e il responsabile dell’Agenzia Carige Assicurazioni di Dolo, Andrea Favaro. Queste personalità hanno presentato la realtà dell’istituto finanziario che rappresentano, indicando quali fossero le potenzialità e le debolezze di una zona come quella della Riviera del Brenta. I comunicatori e i giornalisti hanno posto loro alcune domande in merito alla realtà locale in un momento in cui la crisi angoscia moltissime piccole e medie imprese che, come si sa, sono una realtà radicata nel tessuto industriale del nord-est. Banca Carige ha sentito, senza dubbio, gli effetti dello stallo ma ha permesso a moltissime imprese di uscirne in modo virtuoso. La crisi ha fatto ridurre la fiducia e quindi la propensione agli investimenti; la banca si sente di dover essere ancora più vicina al costrutto sociale, famiglie ma soprattutto imprese.
venerdì 18 marzo 2011
DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -2-
Le Venezie Sconosciute
7 marzo 2011
Nell’Hotel “Casa a Colori” di Dolo la rassegna è continuata con i colori della Primavera del Prosecco. I produttori del vino tipico di Conegliano e Valdobbiadene, hanno presentato quelle che sono le loro prerogative per creare e sviluppare un vino di qualità, aggiungendo particolarità all’enoteca classica. Ricordiamo le cantine Bisol, le enoteche Terra da Mar, la Noventana. fra gli altri. I ristoratori della zona, dal canto loro, cercano di sviluppare un rapporto diretto con le cantine per rilanciare il turismo, sia dal punto di vista gastronomico che enogastronomico, spingendo i visitatori a scoprire i gusti tradizionali; i giovani chef, quindi, ripropongono piatti della tradizione rivisitati con modernità.
Dolo, essendo in questi giorni la protagonista indiscussa dell’iniziativa, ha fatto anche oggi la parte del leone con la presenza dei simpatici coniugi Luigino ed Annalisa, proprietari della Macelleria equina “Al Cristo” di Dolo, che vanta una tradizione di quasi cento anni nel settore, essendo nata nel 1927. La qualità è senza dubbio ottima: il proprietario, come ha avuto modo di raccontare durante la tavola rotonda, si occupa personalmente della scelta della carne nei vari allevamenti locali. Ma Annalisa e Luigino offrono un valore aggiunto alla loro merce: l’ospitalità; ed è questo che è necessario per creare un turismo nuovo e rilanciarlo in modo positivo. Ricordiamo che hanno portato gli sfilacci di Coppiello, un leader del settore, ed hanno avuto la collaborazione di Roncolato.
Una tale occasione sembra essere utile al fine di scambiarsi opinioni e raccontare le proprie esperienze in modo diretto, creando, magari, la circostanza per collaborare.
7 marzo 2011
Nell’Hotel “Casa a Colori” di Dolo la rassegna è continuata con i colori della Primavera del Prosecco. I produttori del vino tipico di Conegliano e Valdobbiadene, hanno presentato quelle che sono le loro prerogative per creare e sviluppare un vino di qualità, aggiungendo particolarità all’enoteca classica. Ricordiamo le cantine Bisol, le enoteche Terra da Mar, la Noventana. fra gli altri. I ristoratori della zona, dal canto loro, cercano di sviluppare un rapporto diretto con le cantine per rilanciare il turismo, sia dal punto di vista gastronomico che enogastronomico, spingendo i visitatori a scoprire i gusti tradizionali; i giovani chef, quindi, ripropongono piatti della tradizione rivisitati con modernità.
Dolo, essendo in questi giorni la protagonista indiscussa dell’iniziativa, ha fatto anche oggi la parte del leone con la presenza dei simpatici coniugi Luigino ed Annalisa, proprietari della Macelleria equina “Al Cristo” di Dolo, che vanta una tradizione di quasi cento anni nel settore, essendo nata nel 1927. La qualità è senza dubbio ottima: il proprietario, come ha avuto modo di raccontare durante la tavola rotonda, si occupa personalmente della scelta della carne nei vari allevamenti locali. Ma Annalisa e Luigino offrono un valore aggiunto alla loro merce: l’ospitalità; ed è questo che è necessario per creare un turismo nuovo e rilanciarlo in modo positivo. Ricordiamo che hanno portato gli sfilacci di Coppiello, un leader del settore, ed hanno avuto la collaborazione di Roncolato.
Una tale occasione sembra essere utile al fine di scambiarsi opinioni e raccontare le proprie esperienze in modo diretto, creando, magari, la circostanza per collaborare.
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giovedì 17 marzo 2011
DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -1-
Le Venezie Sconosciute
6 marzo 2011
Nell’ incantevole cornice della Riviera del Brenta, presso l’Hotel “Casa a Colori” di Dolo, si è dato avvio il 6 marzo 2011 a: “Dolo: i Sapori dell’Altro”, una manifestazione promossa dall’Associazione l’Altratavola, dal progetto InfoRiviera, (sotto il patrocinio del comune di Dolo) e dall’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto, con il patrocinio della provincia di Venezia.
Una rassegna nella quale si sono confrontati giornalisti, comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, Aziende dei settori agroalimentare e turistico, provenienti da ben cinque paesi europei - Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera e Romania - , e da sette regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Calabria e Puglia.
In questo primo giorno, il lato internazionale della manifestazione ha visto come protagonista la Slovenia, presentando il parco naturale delle Saline di Sicciole, dove da secoli si tramanda la raccolta del sale e grazie alle quali si sono sviluppate attività parallele contribuendo sostanzialmente allo sviluppo di Pirano e lo storico allevamento di branzini della Famiglia Fonda.
Dall’Italia, sono giunti richiami dal Veneto, dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene, con un sorso di Prosecco tranquillo accompagnato da dolci dalle note spezziate della cantina Tardivel. La Calabria ha fatto saggiare il suo lato verace con i prodotti tipici contraddistinti dai gusti intensi del suo olio.
La giornata si è conclusa all’insegna del mondo delle Associazioni, che hanno avuto modo di esporre la propria attività e i progetti futuri, per poter riuscire a costruire un piano di Informazione Locale. Hanno partecipato l’Associazione Villaggio Solidale di Mirano della fondazione Cav. Guido Gini Onlus; il gruppo Corte con le sue due associazioni che ne fanno parte: Nuovo Villaggio e città SO.LA.RE; e l’Associazione di promozione sociale “Mille Sogni” di Dolo.
Questo primo incontro è avvenuto in concomitanza con la quarta Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, un programma statale con l’obiettivo di convertire vecchie ferrovie abbandonate e restituirle a nuova vita per la realizzazione di piste ciclabili, in collaborazione con “La Vaca Mora”, Giornale delle ferrovie dimenticate.
6 marzo 2011
Nell’ incantevole cornice della Riviera del Brenta, presso l’Hotel “Casa a Colori” di Dolo, si è dato avvio il 6 marzo 2011 a: “Dolo: i Sapori dell’Altro”, una manifestazione promossa dall’Associazione l’Altratavola, dal progetto InfoRiviera, (sotto il patrocinio del comune di Dolo) e dall’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto, con il patrocinio della provincia di Venezia.
Una rassegna nella quale si sono confrontati giornalisti, comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, Aziende dei settori agroalimentare e turistico, provenienti da ben cinque paesi europei - Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera e Romania - , e da sette regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Calabria e Puglia.
In questo primo giorno, il lato internazionale della manifestazione ha visto come protagonista la Slovenia, presentando il parco naturale delle Saline di Sicciole, dove da secoli si tramanda la raccolta del sale e grazie alle quali si sono sviluppate attività parallele contribuendo sostanzialmente allo sviluppo di Pirano e lo storico allevamento di branzini della Famiglia Fonda.
Dall’Italia, sono giunti richiami dal Veneto, dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene, con un sorso di Prosecco tranquillo accompagnato da dolci dalle note spezziate della cantina Tardivel. La Calabria ha fatto saggiare il suo lato verace con i prodotti tipici contraddistinti dai gusti intensi del suo olio.
La giornata si è conclusa all’insegna del mondo delle Associazioni, che hanno avuto modo di esporre la propria attività e i progetti futuri, per poter riuscire a costruire un piano di Informazione Locale. Hanno partecipato l’Associazione Villaggio Solidale di Mirano della fondazione Cav. Guido Gini Onlus; il gruppo Corte con le sue due associazioni che ne fanno parte: Nuovo Villaggio e città SO.LA.RE; e l’Associazione di promozione sociale “Mille Sogni” di Dolo.
Questo primo incontro è avvenuto in concomitanza con la quarta Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, un programma statale con l’obiettivo di convertire vecchie ferrovie abbandonate e restituirle a nuova vita per la realizzazione di piste ciclabili, in collaborazione con “La Vaca Mora”, Giornale delle ferrovie dimenticate.
mercoledì 16 marzo 2011
Egidio Ziber, Gospodar Sonca, Signore del Sole
Abbiamo incontrato Egidio Ziber a Dolo: lui era venuto con la delegazione di Pirano-Portorose agli incontri programmati per i Borghi Europei del Gusto.
Gia il simbolo è un programma: il caprone istriano bianco che quasi sovrasta un sole rosso. E poi il nome, signore del Sole. E’ stato lui ad insegnarmi a mettere sul branzino di Irena Fonda il sale di Sicciole e un goccio d’olio. Come stuzzichino, accompagnato da una buona malvasia istriana,è eccezionale.
Lui ha 1500 alberi di ulivo su 5 ettari a Sicciole, nell’Istria Slovena: Leccino 60%, diverse varietà autoctone 30% (varietà di Pirano: Buga, Cernizza, Storta), istriana Belica 10%. Le olive sono raccolte a mano, la produzione integrata. Le olive raccolte vengono lavorate entro 12 ore nel frantoio della fattoria. Suggerisco di andare a trovarlo perché è un fenomeno, nel senso buono.
Egidio Ziber
Parecag/Parezzago 168, 6333 Sečovlje /Sicciole
Slovenia
Phone: +386 (0)5 672 09 20
E-mail: egidio.ziber@siol.net
Gia il simbolo è un programma: il caprone istriano bianco che quasi sovrasta un sole rosso. E poi il nome, signore del Sole. E’ stato lui ad insegnarmi a mettere sul branzino di Irena Fonda il sale di Sicciole e un goccio d’olio. Come stuzzichino, accompagnato da una buona malvasia istriana,è eccezionale.
Lui ha 1500 alberi di ulivo su 5 ettari a Sicciole, nell’Istria Slovena: Leccino 60%, diverse varietà autoctone 30% (varietà di Pirano: Buga, Cernizza, Storta), istriana Belica 10%. Le olive sono raccolte a mano, la produzione integrata. Le olive raccolte vengono lavorate entro 12 ore nel frantoio della fattoria. Suggerisco di andare a trovarlo perché è un fenomeno, nel senso buono.
Egidio Ziber
Parecag/Parezzago 168, 6333 Sečovlje /Sicciole
Slovenia
Phone: +386 (0)5 672 09 20
E-mail: egidio.ziber@siol.net
Noventa Padovana
Situata a otto chilometri dal centro di Padova, Noventa rappresenta una vera e propria cintura tra la vicina città e la Riviera del Brenta. Posizione geografica, comunanza di vicende storiche e, soprattutto, la presenza di un gruppo di ville venete di grande rilievo rendono, infatti, Noventa l'ultimo paese della Riviera, posto a chiusura dell'itinerario suggestivo che dalla Laguna di Venezia giunge a Padova. La presenza di ville nel territorio ne ha notevolmente condizionato lo sviluppo urbanistico.
Il toponimo Noventa, presente nelle testimonianze medievali padovane a partire dal 918, sembra richiamare il termine latino Nova o Novale, ovvero terra di recente messa a coltura, proprio per via delle bonifiche effettuate in quell’epoca nelle zone paludose del Brenta.
In origine Noventa era un villaggio rurale soggetto alla vicina Padova e la sua fondazione, probabilmente, risale al periodo in cui queste terre erano abitate dagli Eneti. Dai documenti è accertato che, fino al 1400, il territorio era compreso fra i beni dei canonici della cattedrale di Padova.
Nei secoli XI e XII Noventa fu un porto fluviale di particolare importanza nei collegamenti con Venezia, soprattutto dopo l'escavazione del Canale Piovego, compiuta dal libero comune di Padova tra il 1209 e il 1210, e la costruzione del ponte sul canale. Si trattava di ponte a singola arcata, secondo l'uso medievale, e si trovava al termine di un piccolo bacino a bottiglia in cui stavano infisse le bricole, pali di legno riuniti a due o a tre, tipici della Laguna veneta. Nel 1919 fu eretto l'attuale ponte con le chiuse, e il vecchio cadde in disuso finché fu demolito: resti dei gradini di accesso si possono scorgere lungo l'argine sinistro.
Il toponimo Noventa, presente nelle testimonianze medievali padovane a partire dal 918, sembra richiamare il termine latino Nova o Novale, ovvero terra di recente messa a coltura, proprio per via delle bonifiche effettuate in quell’epoca nelle zone paludose del Brenta.
In origine Noventa era un villaggio rurale soggetto alla vicina Padova e la sua fondazione, probabilmente, risale al periodo in cui queste terre erano abitate dagli Eneti. Dai documenti è accertato che, fino al 1400, il territorio era compreso fra i beni dei canonici della cattedrale di Padova.
Nei secoli XI e XII Noventa fu un porto fluviale di particolare importanza nei collegamenti con Venezia, soprattutto dopo l'escavazione del Canale Piovego, compiuta dal libero comune di Padova tra il 1209 e il 1210, e la costruzione del ponte sul canale. Si trattava di ponte a singola arcata, secondo l'uso medievale, e si trovava al termine di un piccolo bacino a bottiglia in cui stavano infisse le bricole, pali di legno riuniti a due o a tre, tipici della Laguna veneta. Nel 1919 fu eretto l'attuale ponte con le chiuse, e il vecchio cadde in disuso finché fu demolito: resti dei gradini di accesso si possono scorgere lungo l'argine sinistro.
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