Un tempo San Pietro di Barbozza era un comune autonomo. E di questa autonomia porta ancora i segni nella toponomastica : Municipio,tanto per fare un esempio, si chiama ancor oggi un confortevole hotel che ha 'recuperato' l'edificio adibito alla vita comunitaria.
Proprio qui, nel cuore delle terre del prosecco, siamo venuti a trovare Celestino Reghini, incuriositi da un assaggio galeotto dei suoi vini alla Pasticceria Magnolia di Ponte della Priula.
“L'Azienda Reghini -ci dice Celestino- nasce nei primi anni sessanta. Papà Gino non resiste al richiamo delle sue radici e torna, dopo anni di lontananza, nella sua amata terra. Eredita un piccolo appezzamento dal padre, che era già produttore di vini e tra i fondatori della cantina sociale di Valdobbiadene. Spinto dalla passione e con grande tenacia, sacrifici e dedizione, amplia la proprietà terriera e si dedica totalmente al duro lavoro della vite.”
L'impegno passa quindi al figlio Celestino, il quale, arricchito della preziosa esperienza tramandatagli dal padre ed apprese le tecniche moderne della coltivazione della vite, porta avanti l'antica arte "di fare" il vino.
Ma veniamo ai vini.
“Siamo presenti da generazioni in questo territorio altamente vocato alla coltivazione della vite, si è scelto di puntare il tutto sulla qualità, a discapito della quantità, ma con la certezza di dare all'intenditore ed al consumatore un prodotto ineccepibile sotto tutti gli aspetti.”
Non è soltanto una dichiarazione di intenti. I vigneti dell'azienda Reghini si compongono di 4 ettari siti nel cuore del Prosecco, a San Pietro di Barbozza, e di un piccolo appezzamento di Cartizze nella zona del Follo presso la frazione di Santo Stefano.
Il segreto è semplice: un lavoro meticoloso in vigna, una vendemmia che privilegia la selezionata raccolta a mano delle uve alla pigiatura soffice, la lavorazione in cantina che continua con le fermentazioni a temperatura controllata, capaci di conferire ai vini profumi eleganti e fruttati, oltreché gusti gradevoli e delicati al palato, per giungere poi alla fase della spumantizzazione.
Insomma un percorso virtuoso che dal vigneto passa per la cantina fino a giungere al bicchiere.
Lo spumante non muore in bocca, non lascia sgradevoli tracce nel palato, anzi, regala un retrogusto assai piacevole.
Il prosecco col fondo nasce da una particolare e personalizzata selezione di uve "cru" Prosecco. Vino di antica tradizione e genuinità, viene imbottigliato in primavera e fermenta dopo un lungo tempo in bottiglia, dove i lieviti gli danno peculiari proprietà organolettiche.
Sottolineiamo il fatto che la fermentazione in bottiglia dura del tempo,non come certi prodotti definiti sur lie che vengono sparati sul mercato velocissimamente e che, alla degustazione, rivelano rotondità da passaggio in autoclave.
Il prosecco tranquillo, pluripremiato, è un vino dal bouquet delicato e floreale che ricorda la mela acerba e il glicine.
Avanti così .La strada dell'eccellenza è difficile e impervia, ma paga. Sempre e comunque.
Az. Agr. Reghini Celestino
Strada Barbozza, 24
S. Pietro di Barbozza - Valdobbiadene (TV) - Tel. e Fax. 0423/973456 Cell. 3397862834
http://www.rivedelbacio.com/
email: rivedelbacio@hotmail.com
domenica 24 ottobre 2010
lunedì 18 ottobre 2010
Nelle terre di Lison Pramaggiore, la qualità enoica benedice la famiglia Amadio
Nel nostro perenne vagabondare alla ricerca degli aspetti inediti di un territorio,ci eravamo quasi scordati delle Terre dei Dogi, delle terre dei vini di Lison Pramaggiore.
La causa di questa memoria corta, ilgiudizio non proprio positivo che abbiamo sempre dato alla qualità 'media' delle produzioni enoiche locali.
Perchè abbiamo sempre preferito la sincerità e la schiettezza. Eppure, da qualche tempo, abbiamo avuto il piacere di incontrare degli interpreti che, con competenza e passione, hanno fatto di questi vini prodotti di ottimo profilo qualitativo.
Francesca Amadio è una donna vivacissima, arguta,piena di iniziative. Conduce con la sua famiglia l'azienda agricola che ha storicamente sede in quel di Pradipozzo di Pramaggiore.
Ci aveva colpiti in un suo intervento nel borgo storico di Collalto, quando aveva sostenuto con convinzione le ragioni dei vini più autentici di Lison Pramaggiore. Soprattutto il Tocai Italico o Lison Classico D.O.C.G “Lison – Pramaggiore” e il Refosco dal Peduncolo Rosso.
Francesca ci ha fatto degustare il Lison Classico D.O.C. “Lison – Pramaggiore”. Un ottimo vino, dal colore giallo paglierino, il cui profumo ricorda la foglia del pesco ed il mallo della mandorla. Ha un sapore asciutto, morbido e armonico. Un bel bicchiere !La vendemmia 2010 per il vino veneto Lison, ex Tocai, è stata storica.
Questo vino tipico della produzione vinicola veneta entra infatti nella prestigiosa élite dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
La terra dove si producono i vini D.O.C. dell'azienda Amadio è la parte orientale della provincia di Venezia, delimitata dai fiumi Livenza e Tagliamento. Una terra ricca e fertile dove, durante i secoli, si sono avvicendati popoli e signori. Valorizzata dai Romani che qui hanno dato origine a ricche città, la terra ha poi subito le invasioni dei popoli del Nord fino ad arrivare al dominio della Serenissima di cui rimangono numerose tracce nella cittadina di Portogruaro, fulgido esempio di architettura gotico-veneziana
Il Refosco dal Peduncolo Rosso ha poi accompagnato a Collalto il classico spiedo dell'Alta Marca. Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso che ricorda il lampone e la mora selvatica. Un altro vino azzeccato.
Grazie, dunque, agli Amadio.
Azienda Agricola Amadio
Via Alta, 38 Pradipozzo di Portogruaro 30020 (Ve)
Tel./Fax (+39).0421.204186
http://www.stradaimperatrice.it/cantine/portogruaro.html
La causa di questa memoria corta, ilgiudizio non proprio positivo che abbiamo sempre dato alla qualità 'media' delle produzioni enoiche locali.
Perchè abbiamo sempre preferito la sincerità e la schiettezza. Eppure, da qualche tempo, abbiamo avuto il piacere di incontrare degli interpreti che, con competenza e passione, hanno fatto di questi vini prodotti di ottimo profilo qualitativo.
Francesca Amadio è una donna vivacissima, arguta,piena di iniziative. Conduce con la sua famiglia l'azienda agricola che ha storicamente sede in quel di Pradipozzo di Pramaggiore.
Ci aveva colpiti in un suo intervento nel borgo storico di Collalto, quando aveva sostenuto con convinzione le ragioni dei vini più autentici di Lison Pramaggiore. Soprattutto il Tocai Italico o Lison Classico D.O.C.G “Lison – Pramaggiore” e il Refosco dal Peduncolo Rosso.
Francesca ci ha fatto degustare il Lison Classico D.O.C. “Lison – Pramaggiore”. Un ottimo vino, dal colore giallo paglierino, il cui profumo ricorda la foglia del pesco ed il mallo della mandorla. Ha un sapore asciutto, morbido e armonico. Un bel bicchiere !La vendemmia 2010 per il vino veneto Lison, ex Tocai, è stata storica.
Questo vino tipico della produzione vinicola veneta entra infatti nella prestigiosa élite dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
La terra dove si producono i vini D.O.C. dell'azienda Amadio è la parte orientale della provincia di Venezia, delimitata dai fiumi Livenza e Tagliamento. Una terra ricca e fertile dove, durante i secoli, si sono avvicendati popoli e signori. Valorizzata dai Romani che qui hanno dato origine a ricche città, la terra ha poi subito le invasioni dei popoli del Nord fino ad arrivare al dominio della Serenissima di cui rimangono numerose tracce nella cittadina di Portogruaro, fulgido esempio di architettura gotico-veneziana
Il Refosco dal Peduncolo Rosso ha poi accompagnato a Collalto il classico spiedo dell'Alta Marca. Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso che ricorda il lampone e la mora selvatica. Un altro vino azzeccato.
Grazie, dunque, agli Amadio.
Azienda Agricola Amadio
Via Alta, 38 Pradipozzo di Portogruaro 30020 (Ve)
Tel./Fax (+39).0421.204186
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martedì 12 ottobre 2010
La Casa del Sal di Sicciole
Sulla strada del confine fra Slovenia e Croazia, quella costiera, c’è una casa un po’ discosta e sfugge all’occhio, sulla sinistra, mentre sulla destra c’è l’ampia distesa della saline.
E’ la Casa del Sal. una piccola e incantevole casa contadina di tipo familiare, situata nel golfo di Pirano a soli 4 km da Pirano e a 2 km dall’Istria Croata., abitata da Darko e dai suoi avi da innumerevole anni.
La porzione primitiva era molto piccola, se la sono costruita e ampliata direi quasi mattone su mattone, e oggi è una bella casa, con una vista incomparabile. La magnifica vista che si gode dalla casa si apre sul Parco naturale delle saline di Sicciole, dove ancora oggi viene prodotto il sale marino, con sullo sfondo la Croazia e la punta di Salvore.
E’ veramente una chicca: la tradizione, le caratteristiche, un tocco di romanticismo e lo spirito casareccio hanno contribuito all’inserimento della Casa del Sal nel rinomato consorzio Europe of traditions “Case della tradizione”.
E poi l’accoglienza: gli ospiti, sì perché è diventata un agriturismo, vengono viziati con piatti istriani e mediterranei, preparati con frutta e verdura da coltivazione biologica e accompagnati sempre da un bicchiere di buon vino di casa.
CASA DEL SAL
Darko Maršič
Parecag 182, 6333 SICCIOLE, SLOVENIA
Tel: 00 386 41 666857
Fax: 00 386 5 6722016
salaro@casadelsal.com
http://www.casadelsal.com/contents/view/1/language:ita
E’ la Casa del Sal. una piccola e incantevole casa contadina di tipo familiare, situata nel golfo di Pirano a soli 4 km da Pirano e a 2 km dall’Istria Croata., abitata da Darko e dai suoi avi da innumerevole anni.
La porzione primitiva era molto piccola, se la sono costruita e ampliata direi quasi mattone su mattone, e oggi è una bella casa, con una vista incomparabile. La magnifica vista che si gode dalla casa si apre sul Parco naturale delle saline di Sicciole, dove ancora oggi viene prodotto il sale marino, con sullo sfondo la Croazia e la punta di Salvore.
E’ veramente una chicca: la tradizione, le caratteristiche, un tocco di romanticismo e lo spirito casareccio hanno contribuito all’inserimento della Casa del Sal nel rinomato consorzio Europe of traditions “Case della tradizione”.
E poi l’accoglienza: gli ospiti, sì perché è diventata un agriturismo, vengono viziati con piatti istriani e mediterranei, preparati con frutta e verdura da coltivazione biologica e accompagnati sempre da un bicchiere di buon vino di casa.
CASA DEL SAL
Darko Maršič
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sabato 9 ottobre 2010
La Macelleria Furlan e Trabucco, una sorpresa a Salzano
Passando davanti, avevamo deciso di soprassedere un attimo alla visita perché c’erano troppi clienti e i titolari erano visibilmente indaffarati. Abbiamo continuato le visite a Salzano, perché è qui che si trova la macelleria, sperando in un attimo di tregua. Tra l’altro, abbiamo notato che altri esercizi avevano solo un cliente o due, e questo ci ha incuriosito. Finito il giro, siamo ripassati e abbiamo ancora atteso uno dei titolari. A questo punto, la prima domanda che abbiamo fato è stata: come mai qui ci sono tre o quattro persone sempre in attesa, e di là non abbiamo visto niente del genere? Il fatto era interessante, ma la risposta era semplice: hanno sempre seguito una rigida politica della qualità, fin da quando hanno rilevato la precedente gestione.
In primis, conoscono gli allevatori della zona e le loro stalle; il controllo parte dai bovini e dalla loro alimentazione, e questo vale anche per galline, faraone, conigli e così via.
Il costo è più alto, ma la clientela è contenta: vale la famosa frase, ossia meglio una bistecca in meno, ma che sia tutto di qualità. A quel che abbiamo visto, è una politica che rende, anche se indubbiamente più faticosa e complicata.
Abbiamo anche visto un bel banco di gastronomia, e qui uno dei due titolari ha tenuto a sottolineare il fatto che si tratta di preparati senza addensanti, conservanti e altra roba chimica. Senza dubbio, se ognuno è quello che mangia, da queste parti il medico e il farmacista non dovrebbero avere molto da fare.
La Macelleria Furlan e Trabucco è stata segnalata dai comunicatori e giornalisti dell'Associazione l'Altratavola, per l'iniziativa di informazione INFORIVIERA, che si svolge sotto il Patrocinio del Comune di Dolo.
MACELLERIA FURLAN E TRABUCCO srl
30030 Salzano (VE) - 10, v. Roma
tel: 041 484995
In primis, conoscono gli allevatori della zona e le loro stalle; il controllo parte dai bovini e dalla loro alimentazione, e questo vale anche per galline, faraone, conigli e così via.
Il costo è più alto, ma la clientela è contenta: vale la famosa frase, ossia meglio una bistecca in meno, ma che sia tutto di qualità. A quel che abbiamo visto, è una politica che rende, anche se indubbiamente più faticosa e complicata.
Abbiamo anche visto un bel banco di gastronomia, e qui uno dei due titolari ha tenuto a sottolineare il fatto che si tratta di preparati senza addensanti, conservanti e altra roba chimica. Senza dubbio, se ognuno è quello che mangia, da queste parti il medico e il farmacista non dovrebbero avere molto da fare.
La Macelleria Furlan e Trabucco è stata segnalata dai comunicatori e giornalisti dell'Associazione l'Altratavola, per l'iniziativa di informazione INFORIVIERA, che si svolge sotto il Patrocinio del Comune di Dolo.
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martedì 5 ottobre 2010
La Rotta dei profumi del mare in Istria: la Sogliola d'oro
La storia dell'Istria e della sua gente è sempre stata intrinsecamente legata al mare ed il passato marittimo delle sue città costiere è chiaramente visibile nella ricchezza delle architetture dei palazzi. Durante l'ultima metà del XX secolo, il mare e la bellezza delle costa istriana hanno contribuito ad un forte sviluppo della regione,rendendola oggi una delle migliori destinazioni turistiche di tutto il mediterraneo.
Assaggiare il pesce bianco di prima qualità preparato sotto sale o in forno con patate o, perchè no, crudo con succo di limone ed olio d'oliva, preparato fresco davanti ai vostri occhi, è una gioia per i palati!
La combinazione della tradizione peschereccia con la ricchezza del mare ed il turismo hanno portato alla fioritura gastronomica della regione costiera istriana.
Per gli amanti del pesce,nell'Istria nord-occidentale, dalla seconda metà di ottobre fino alla metà di novembre si svolge la manifestazione 'Giornate della Sogliola', durante la quale selezionati ristoranti preparano pietanze e menù a base di questo eccellente pesce.
Zlatna švoja - Sogliola d’oro è organizzata dagli enti per il turismo del comprensorio Umago/Cittanova (Umago,Salvore,Buie,Verteneglio e Cittanova) e dall’Ente per il turismo della Contea Istriana, ed è dunque un concorso gastronomico dedicato alle specialità a base di sogliola ed alla promozione di questa delizia del mare.
La manifestazione conoscerà a fine ottobre un galà di presentazione in Italia,nella splendida cornice di Villa Nani Mocenigo, a Dolo, nella Riviera del Brenta veneziana, grazie alla partecipazione degli Enti Turistici istriani alla rete dei Borghi Europei del Gusto.
La nazionalità della sogliola è l’alto Adriatico, perché la sogliola è uno di quei pesci meravigliosi che ha un ciclo biologico particolare. Le sogliole grosse, quelle da 25-30-35 centimetri, si trovano in genere da ottobre fino a febbraio fuori le coste dell’Istria, e sono pescate dai pescatori di Grado e Marano, mentre quelli di Caorle già non ci arrivano più, ma sono pescate anche dai pescatori dell’Istria a tre o quattro miglia dalla costa. Pescano i riproduttori. Le uova galleggiano, quindi vengono in superficie, sono trasportate dall’acqua e la corrente da quella parte va verso la costa italiana, ed ecco che allora raggiungono il golfo di Trieste, gli girano intorno e si fanno tutto il golfo di Venezia. Però nel frattempo crescono, viene fuori un pesciolino che nuota sempre in superficie e non ha niente a che vedere con quello che si trova sul fondo, continua a crescere e dopo un mesetto è arrivato quasi a un centimetro. C’è uno strano aspetto biologico che ha del fantastico, cioè che un occhio gira dall’altro lato. Quando l’occhio fa la migrazione lungo il muso del pesce e raggiunge l’altro lato, la sogliola, da pesciolino che sta dritto, si mette su un fianco e dai due occhi che guardano sopra è costretta a andare sul fondo. Lunga poco più di un centimetro entra nelle lagune venete, nelle valli del delta del Po, e cresce lì. Siccome nasce a gennaio-febbraio, cresce e rimane lì fino ad agosto-settembre. A novembre la soglioletta raggiunge i 18 centimetri.
TZ Savudrija
Istarska 2
52475 Savudrija
T. +385 (0)52 759659
F. +385 (0)52 759855
info@istria-savudrija.com
www.istria-savudrija.com
Assaggiare il pesce bianco di prima qualità preparato sotto sale o in forno con patate o, perchè no, crudo con succo di limone ed olio d'oliva, preparato fresco davanti ai vostri occhi, è una gioia per i palati!
La combinazione della tradizione peschereccia con la ricchezza del mare ed il turismo hanno portato alla fioritura gastronomica della regione costiera istriana.
Per gli amanti del pesce,nell'Istria nord-occidentale, dalla seconda metà di ottobre fino alla metà di novembre si svolge la manifestazione 'Giornate della Sogliola', durante la quale selezionati ristoranti preparano pietanze e menù a base di questo eccellente pesce.
Zlatna švoja - Sogliola d’oro è organizzata dagli enti per il turismo del comprensorio Umago/Cittanova (Umago,Salvore,Buie,Verteneglio e Cittanova) e dall’Ente per il turismo della Contea Istriana, ed è dunque un concorso gastronomico dedicato alle specialità a base di sogliola ed alla promozione di questa delizia del mare.
La manifestazione conoscerà a fine ottobre un galà di presentazione in Italia,nella splendida cornice di Villa Nani Mocenigo, a Dolo, nella Riviera del Brenta veneziana, grazie alla partecipazione degli Enti Turistici istriani alla rete dei Borghi Europei del Gusto.
La nazionalità della sogliola è l’alto Adriatico, perché la sogliola è uno di quei pesci meravigliosi che ha un ciclo biologico particolare. Le sogliole grosse, quelle da 25-30-35 centimetri, si trovano in genere da ottobre fino a febbraio fuori le coste dell’Istria, e sono pescate dai pescatori di Grado e Marano, mentre quelli di Caorle già non ci arrivano più, ma sono pescate anche dai pescatori dell’Istria a tre o quattro miglia dalla costa. Pescano i riproduttori. Le uova galleggiano, quindi vengono in superficie, sono trasportate dall’acqua e la corrente da quella parte va verso la costa italiana, ed ecco che allora raggiungono il golfo di Trieste, gli girano intorno e si fanno tutto il golfo di Venezia. Però nel frattempo crescono, viene fuori un pesciolino che nuota sempre in superficie e non ha niente a che vedere con quello che si trova sul fondo, continua a crescere e dopo un mesetto è arrivato quasi a un centimetro. C’è uno strano aspetto biologico che ha del fantastico, cioè che un occhio gira dall’altro lato. Quando l’occhio fa la migrazione lungo il muso del pesce e raggiunge l’altro lato, la sogliola, da pesciolino che sta dritto, si mette su un fianco e dai due occhi che guardano sopra è costretta a andare sul fondo. Lunga poco più di un centimetro entra nelle lagune venete, nelle valli del delta del Po, e cresce lì. Siccome nasce a gennaio-febbraio, cresce e rimane lì fino ad agosto-settembre. A novembre la soglioletta raggiunge i 18 centimetri.
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